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Ci sono diversi modi per comprendere cosa sia il Gran Premio Giovanissimi ed il “ruolo” che esso riveste per la scherma italiana.

Provate a leggere ad alta voce l’albo d’oro della kermesse: ne avrete una ridda di atleti, medaglie, emozioni olimpiche, successi e trionfi. Non c’è atleta, infatti, che prima di scrivere le pagine recenti della storia della scherma italiana, salendo su un podio olimpico o conquistando una medaglia ad un Mondiale, non abbia calcato le pedane del Gran Premio Giovanissimi.


Provate poi a sbirciare le foto, da quelle in bianco e nero sulla rivista “La Scherma” a quelle a colori sulla fan page di Facebook: ne ricaverete un percorso storico, attraversando diversi stili dello stare in guardia in pedana, dalla timidezza ossequiosa sul podio alle esultanze “libere” degli ultimi anni, senza mancare d’osservare il cambiamento della moda, dei colori delle tute sociali e delle “acconciature”.


Infine, provate a chiedere a chiunque sia salito, almeno una volta nella propria carriera di atleta, sulle pedane del Gran Premio Giovanissimi. Riceverete la stessa identica risposta: “che emozione!”.
Sono trascorsi 54 anni da quel 26 aprile del 1963, quando al palazzetto dello Sport di Roma l’intuizione del Presidentissimo, Renzo Nostini, divenne realtà. Si è passati dalle 3 categorie alle 24 attuali, dai 159 partecipanti su 7 pedane agli oltre 3200 distribuiti su più di 40 pedane.


Una storia lunga avviata con qualche resistenza e perplessità. Lo ammette anche Mirco Zangirolami su “La Scherma” (n.5 – 05/63)  scrivendo: “…Molti che non credevano alle possibilità precoci di un agonismo fra ragazzini nella difficile disciplina della scherma, hanno potuto convincersi delle eccezionali capacità della nostra gioventù…”.


I dubbi si sono dissolti sin dai primi assalti, per poi divenire, edizione dopo edizione, certezze e potenzialità, permettendo al Gran Premio Giovanissimi, oggi dedicato al ricordo proprio di Renzo Nostini, di trasformarsi e rivelarsi nel vero “segreto del successo” della scherma italiana.


Ma la “magia” del Gran Premio Giovanissimi, che rende l’evento unico sebbene si rinnovi annualmente da oramai 54 anni, è l’atmosfera che ogni piccolo atleta, ogni maestro, ogni genitore ed ogni dirigente respira nel corso delle giornate di gara.


Nei ricordi di tantissimi non vi è solo il piazzamento in classifica, ma anche l’emozione dell’ingresso in quelle “astronavi infinite” agli occhi di bambino, rappresentate dal PalaEur di Roma, o, per i più giovani, dal Pala105 di Rimini. Distese di pedane, apparecchi, rulli, arbitri schierati, divise bianche in fila pronte per l’inno di Mameli, sotto gli occhi dei papà intenti ad immortalare il figlioletto, ieri con le prime reflex e cineprese, oggi con smartphone, tablet e videocamere digitali, e delle mamme preoccupate dalla corretta alimentazione del proprio “piccolo atleta”.


Il “fascino” dell’evento sta anche nel vorticoso abbraccio che vede tanti atleti di ieri, tornare tra le pedane ora da maestro ora da genitore, per una emozione interminabile e senza età.


Diverse le città che hanno ospitato la kermesse tricolore, con il suo “carico” di atleti, dirigenti, maestri, famiglie ed amici: da Roma, a Pesaro per l’edizione 1999, a Rimini sino all’approdo a Riccione nel 2012. Brevissime parentesi, riservate però esclusivamente agli Allievi, hanno interessato Messina, Palermo, Bari, Milano, Padova, Salerno, Cascina e Livorno.


Il Gran Premio Giovanissimi, coi suoi 54 anni, ha accompagnato anche gli step di crescita della scherma italiana. Dall’avvento della spada femminile e della sciabola femminile, all’elettrificazione della sciabola sino alla gestione informatica delle gare, al videoarbitraggio ed alla trasmissione in diretta su web tv delle fasi finali, solo per citare alcuni grandi mutamenti che hanno interessato la scherma, partendo proprio dal settore under 14.


Come, inoltre, non citare i partner che hanno affiancato, anche nel nome, la competizione “fulcro” della scherma italiana: da Topolino, che con i suoi personaggi ha anche “accompagnato in pedana” i piccoli atleti, sino a Kinder +Sport che negli ultimi anni ha puntato sul circuito under 14 e sul Gran Premio Giovanissimi.


54 anni di storia di un evento rappresentano uno spaccato d’Italia, dato che anche grazie alla kermesse diversi piccoli atleti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con coetanei provenienti da zone del Bel Paese geograficamente distanti.


54 edizioni di un Campionato Italiano under 14 sono righe sul libro della storia non solo della scherma azzurra ma dell’intero sport nazionale.


54 Gran Premi Giovanissimi sono scrigni che racchiudono sogni ed illusioni, lacrime e sorrisi, emozioni e sacrifici, sudore e soddisfazione, rammarico e rimpianti, medaglie e delusioni.


La storia del Gran Premio Giovanissimi è un pezzo di storia di tutti noi.

Ad maiora!

 

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