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WUXI - "Meritiamo un otto, anche abbondante!". E' questo il voto che il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso ed il Capodelegazione, Paolo Azzi, assegnano all'Italia al termine dei Campionati del Mondo Wuxi2018. Un giudizio che tiene conto dei successi, della vittoria del medagliere e della Classifica per Nazioni, ma anche della prestazione complessiva offerta dagli azzurri.

"Il panorama della scherma mondiale è mutato e restare al vertice del medagliere è sempre più complicato - analizza Scarso - In questo Mondiale si stava iniziando a parlare di scherma al femminile con una leggera ironia, non come un valore aggiunto ma come una diminutio, e i ragazzi hanno risposto con la vittoria di Foconi, un ragazzo verace, con genitori esemplari, espressione di ciò che deve essere una famiglia: accompagnare senza entrare in argomenti tecnici".

Nonostante un bottino così importante, c'è anche da recriminare per qualche podio non conquistato: "Ci mancano due medaglie, e questa è la nostra forza: se tutto fosse andato al meglio, ne avremmo sommate altre 4-5. Questo però fa parte del gioco e nobilita quanto abbiamo fatto: spesso facciamo più notizia quando non vinciamo, ci fa piacere, ma dobbiamo adoperarci affinchè l'opinione pubblica e il nostro sistema sportivo si rendano conto che una federazione che da' continuità ai risultati deve essere presa ad esempio come sistema organizzativo, gestionale. Quest'anno abbiamo fatto 52 campionati italiani, con migliaia di partecipanti, e questo è un sistema che consente a tutti di potersi preparare al meglio per una corretta crescita e per dare un ricambio generazionale".

Tornando alle gesta di Wuxi, Scarso ed Azzi sottolineano che "hanno vinto tre nomi che notoriamente non salivano sul podio: Navarria, che in passato è mancata nei momenti clou, Foconi, che ha avuto il merito di saper attendere, e la Volpi, che è figlia del lavoro dei maestri. Qualcosa in più ci si poteva attendere dalla spada maschile: ci sarà da fare qualche riflessione, il motto deve essere "urlare meno e tirare di più". Però è da rimarcare che siamo potenzialmente da podio in tutte le specialità: se la scherma la prendessimo come punto di riferimento, saremmo in una posizione di prestigio a livello internazionale. Di questa federazione possono essere orgogliosi il Paese e il Coni: non a caso il presidente Malagò ci ha sempre fatto pervenire la sua vicinanza". 

L'analisi del Presidente Federale e del suo Vice si allarga: "le Coppe del Mondo vinte - dicono - non sono poi dei risultati di consolazione ma certificano la nostra leadership: il fatto che se le siano aggiudicate Navarria, Foconi e la squadra di fioretto femminile, oltre a 3-4 di livello under 20, mi fa dire che lo sforzo fatto in questo Mondiale è la sintesi di un sistema che si fonda sulle società sportive, di una federazione che si avvale di uno staff tecnico di grande rilievo. E poi, esportiamo, e non importiamo, cuna serie di maestri che lavorano all'estero. Diamo un contributo a tutto il mondo della scherma"

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