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ROMA - Con una cerimonia informale e sobria, è stata inaugurata questo martedi 11 dicembre la "Galleria dei Presidenti" e la collezione di testi antichi inerenti la scherma donati alla FederScherma.

E' la stanza del Presidente federale nella sede di viale Tiziano a Roma ad accogliere ufficialmente, da questo martedi, oltre 40 testi storici di scherma, alcuni dei quali manoscriti risalenti al 1500 sino al 1700, donati nel corso degli anni alla Federazione da collezionisti privati e finalmente recuperati, catalogati e sistemati in teche apposite.

A questo si è aggiunta un'attività di riscoperta dei vertici federali. Da oggi infatti, nella stanza del Presidente, campeggiano le foto di tutti i Presidenti federali, dal Conte Ezio Ravascheri che è stato il primo a guidare la FederScherma nel 1909, sino all'attuale Giorgio Scarso, passando dai vari Giuseppe Mazzini, Giulio Basletta, Nedo Nadi sino al Presidentissimo Renzo Nostini, seguito poi da Antonio Di Blasi.

Inoltre, sono state riportate all'antico splendore alcune coppe e trofei che oggi brillano, grazie all'intervento del centro orafo Il Tarì di Marcianise.

A partecipare alla sobria cerimonia, tra gli altri, vi era il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, il Presidente della Fondazione "Terzo Pilastro" e membro d'onore della FederScherma e della FIE, Emmanuele Emanuele, il Presidente di CONI Servizi Spa, Roberto Fabbricini, il Vicepresidente federale, Giampiero Pastore ed il consigliere federale, Luigi Campofreda, oltre ai rappresentanti dei Gruppi sportivi delle Fiamme Oro e dei Carabinieri, il Presidente del Comitato regionale FederScherma Lazio, Claudio Fontana, oltre al membro d'onore FIE, Marcello Baiocco.

A presenziare anche Patrizia Nostini, figlia dell'indimenticato Presidente Renzo, e Michele Maffei e Gianfranco Carabelli, ex Segretari generali della FederScherma.

 

"Abbiamo voluto riscoprire le radici attraverso piccoli gesti ma a nostro avviso assai emblematici - ha spiegato il Presidente federale, Giorgio Scarso -. In tanti non conoscono chi ha guidato in questi 110 anni la Federazione ed è giusto dare atto a quanti si sono impegnati in prima persona per permetterci oggi di inorgoglirci con questa storia fatta di medaglie, successi e tricolore. Ma la nostra è una disciplina che trova anche nei libri e nei trattati le sue origini e riportare in questa sede testi manoscritti finanche del 1500 è stata un'operazione doverosa. Sono adesso a disposizione di studiosi ed appassionati e sicuramente non rischiano di andare perduti. Ringrazio quanti hanno scelto di essere presenti perché è testimonianza di vicinanza non al sottoscritto ma alla storia della scherma italiana".

Parole d'elogio per l'iniziativa sono state spese del membro d'onore FederScherma e FIE, oltre che Presidente della Fondazione "Italia e Mediterraneo", Emmanuele Emanuele.
"Vivo da anni questo mondo grazie all'amicizia con Renzo Nostini e poi adesso con Giorgio Scarso, due figure che nella continuità hanno contribuito a portare la scherma ai vertici che oggi occupa. Questa nostra specialità ha dato allo sport italiano un contributo straordinario e va portata ad emblema della storia d'Italia. Con orgoglio mi fregio di essere membro d'onore di questa realtà":

"Siete un esempio - ha poi detto il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli -. Anche questa opera di riscoperta e valorizzazione della vostra storia e delle radici è un atto meritevole di plauso, così come ogni atto volto a creare questo spirito di famiglia che è tangibile nel mondo della scherma. Apprezzo sempre quello che fate e l'attività di integrazione e oggi ho potuto vedere come nei pannelli che in questa stanza riportano tutte le medaglie della storia olimpica, vi siano affiancate le medaglie conquistate ai Giochi Paralimpici. Un attestato di piena integrazione e di orgoglio condiviso".

"Sono legato alla scherma da un forte legame di passione - sono state le parole invece del Presidente di CONI Servizi, Roberto Fabbricini -. Le emozioni provate al seguito della scherma sono indimenticabili ed ho sempre apprezzato non solo l'atteggiamento e la passione dei Presidenti che ho conosciuto, da Renzo Nostini a Giorgio Scarso, ma anche la capacità degli atleti in pedana di incarnare l'essenza dello sport. Se si vince da anni, una ragione ci sarà!".

 

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