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BARONISSI (SA) - L’Italia della scherma ha fatto 13. Tante sono le medaglie azzurre conquistate al PalaUnisa, nel campus di Baronissi, durante i sei giorni di gare all’Universiade Estiva Napoli2019. Un bottino che vale il primo posto assoluto nel medagliere, dove la scherma italiana primeggia, davanti alla Corea, sia per quantità che per qualità dei propri podi.

Nel dettaglio, sono state 5 le medaglie d’oro conquistate dagli azzurri: quelle individuali dei fiorettisti Erica Cipressa e Damiano Rosatelli e quelle delle squadre di fioretto maschile (Damiano Rosatelli, Guillaume Bianchi e Francesco Ingargiola), fioretto femminile (Erica Cipressa, Camilla Mancini e Martina Sinigalia) e sciabola femminile (Lucia Lucarini, Michela Battiston e Rebecca Gargano). Poi i 3 argenti, griffati dal fiorettista Guillaume Bianchi, dalla sciabolatrice Lucia Lucarini e dalla squadra di spada femminile (Roberta Marzani, Eleonora De Marchi e Nicol Foietta). Infine i 5 bronzi, al collo della spadista Roberta Marzani, dello sciabolatore Matteo Neri, della sciabolatrice Michela Battiston, della fiorettista Camilla Mancini e della squadra di spada maschile (Valerio Cuomo, Lorenzo Vismara e Federico Buzzi).

Un bilancio sontuoso, che fa sorridere il presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso: “Concludiamo l’esperienza all’Universiade Napoli2019 con un bilancio estremamente positivo. Non solo sul piano dei risultati in pedana dove i nostri atleti hanno ottenuto ben 13 medaglie di cui 5 d’oro, 3 d’argento e 5 di bronzo, ma anche per ciò che concerne l’ambito dell’organizzazione, degli impianti e, in generale, della legacy. Aver vissuto giornate di passione sportiva e soprattutto per gli atleti aver potuto contare sulla presenza così numerosa di tifosi ed appassionati, in una struttura come quella del campus UniSa, è stato senza dubbio un quid che ha avuto una sua importanza notevole nella conquista dei risultati maturati. Ciò che rimarrà da questa Universiade Napoli2019 sarà intanto la consapevolezza dell’efficacia, efficienza e qualità del sistema scherma italiano che si esplica non solo con gli atleti di prima linea pronti per partire per i Campionati del Mondo di Budapest, ma anche con i tanti giovani che hanno inorgoglito l’Italia sulle pedane campane in questi giorni e che rappresentano l’attestazione più bella e lucente della possibilità di abbinare eccellenti percorsi didattici a prestazioni sportive d’alto livello – continua il presidente federale –. Ma Napoli2019 per la scherma italiana sarà anche l’edizione da ricordare per aver permesso di poter contare su un impianto che non rimarrà un’isola ma che anzi potrà continuare ad ospitare importanti eventi, dopo aver avuto queste giornate come banco di prova e con un esame internazionale superato a pieni voti. Inoltre l’entusiasmo, il coinvolgimento e la passione dimostrata dai tanti volontari che hanno coadiuvato l’organizzazione, è l’eredità più grande ed importante che un evento sportivo può vantare. Noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso si continua a tifare Italia affinché Napoli2019 sia ancora più indimenticabile e soprattutto apra le strade a nuovi grandi eventi sportivi anche nel Sud Italia”.

Parole a cui fa eco il consigliere federale Maurizio Randazzo, capo-delegazione della scherma azzurra all’Universiade Estiva Napoli2019. “Le 13 medaglie rappresentano un ottimo bilancio. I ragazzi hanno raggiunto un ottimo risultato. Difficile fare meglio di così, anche se, a ben pensarci, qualche medaglia ci è sfuggita di un soffio. Ma la fortuna e la sfortuna sono componenti da tenere sempre in considerazione. L’ultima medaglia, quella della sciabola femminile a squadre, è stata tra le più emozionanti, tirata fino all’ultimo, contro delle avversarie, le francesi, dal punto di vista tecnico forse più forti ma contro le quali noi con un grande spirito di gruppo, ancora una volta, siamo riusciti a vincere. Un grande plauso a tutto il team azzurro che, con il supporto di uno splendido pubblico e del comitato organizzatore, ci ha permesso di vivere un’Universiade di grandi soddisfazioni”.

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