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BUDAPEST - Tifosi speciali per l'Italia a Budapest. Ci sono stati anche 21 schermidori azzurri under 14 tra il pubblico presente al Syma Center di Budapest dove sono in corso i Campionati del Mondo 2019.
Nella capitale ungherese, accompagnati dai genitori, si sono infatti ritrovati alcuni dei vincitori del Gran Premio Giovanissimi "Renzo Nostini" 2019 e del Grand Prix "Kinder+Sport" 2019. Insieme alla coppa che spetta ai vincitori, a Riccione i piccoli atleti hanno ricevuto dalla Federazione Italiana Scherma e da Kinder +Sport come premio un biglietto per entrare nell'arena dei Mondiali: tre giorni di full immersion per conoscere tutto il backstage e poter vedere con gli occhi degli addetti ai lavori. In giro per l'arena a scoprire la camera di chiamata degli atleti, la sala stampa, la pedana della finale, la mixed zone, i box delle varie nazionali, la zona degli allenamenti. E poi, conclusa la giornata del Mondiale con tanti assalti visti e commentati e le foto di rito con gli azzurri a medaglia dopo le premiazioni, il premio ha previsto anche la cena con gli atleti azzurri.

Ad accompagnarli in questo special tour un atleta d'eccezione come il fiorettista Valerio Aspromonte, oro olimpico a squadre a Londra 2012, bronzo mondiale individuale a Budapest nel 2013, ambassador per i progetti sociali di Kinder+Sport.
"Sono contento di far parte di questo progetto voluto dalla Federazione a da Kinder - ha detto Valerio Aspromonte -. Accompagno i ragazzi in giro per la venue per far capire loro l'importanza di fare sport e di farlo bene. Regaliamo loro un sogno e diamo un esempio per far capire che attraverso lo sport si possono ottenere risultati importanti ma non senza sacrificio e abnegazione, lo stile di vita è equilibrato e tutto questo li può aiutare nella vita reale".
Grande soddisfazione per questo progetto è stata espressa anche dai genitori, anch'essi protagonisti di un'esperienza unica. "E' bello vedere lo sport anche in questa dimensione, soprattutto per i ragazzi ma anche per noi genitori - hanno detto alcuni degli accompagnatori - perché siamo comunque parte di questo loro progetto. E' importante farli confrontare con la loro idea di futuro, ma anche con la paura della gara perchè loro sognano ed è giusto dar loro anche delle motivazioni".

In questo tour speciale c'è stato anche il tempo per un gemellaggio con i giovanissimi colleghi ungheresi: match visti assieme in tribuna e poi scambio di bandiere e foto di rito. Un'esperienza indimenticabile.

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