PISA - “Non perdo nemmeno se mi battono”. S'intitola così il libro del maestro Antonio Di Ciolo, un autentico monumento della classe magistrale della scherma italiana, che assieme a Roberto Scarpa ha dato alle stampe questa pubblicazione “per una teoria anarchica del combattimento”.

Il volume, edito da Campano Edizioni, si compone di 190 pagine da leggere tutte d'un fiato, in cui sono raccontate, con una penna leggera, arguta ed a tratti divertente, alcune tra le più significative vicende che, in parallelo, hanno visto crescere Antonio Di Ciolo e lo sport di cui è tra i più illustri maestri al mondo.
Un viaggio nel tempo, nell'evoluzione della scherma lungo almeno un secolo, concentrandosi su ciò che avviene negli anni del Dopoguerra, il periodo della formazione di Antonio Di Ciolo e l'inizio del suo esperimento di successo in pedana. Ma non solo.

Alla voce narrante del maestro, che accompagna il lettore in sala di scherma per vivere la sua lezione, alla declinazione del suo alfabeto schermistico, era necessario aggiungere le testimonianze degli allievi. Così il figlio Enrico, i campioni Alessandro Puccini, Salvatore Sanzo e Simone Vanni aiutano a rivivere i momenti principali di un'avventura che esprime l'essenza del rapporto tra maestro e allievo.

Aneddoti, curiosità e intrecci assolutamente inediti arricchiscono il libro presentato questo giovedi 17 dicembre, per la prima volta nella sala del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo, la “casa” del maestro.

Alla presenza, tra gli altri, del Vicepresidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, del Presidente del Comitato regionale FederScherma Toscana, Domenico Cassina, del delegato Gsa Toscana, Simona Pierucci, e di alcuni tra i suoi allievi e collaboratori più stretti, Antonio Di Ciolo ha tolto il velo a “Non perdo nemmeno se mi battono” assieme al co-autore Roberto Scarpa.

Un bagno di folla con tanti giovanissimi atleti, di cui probabilmente il maestro parlerà nel prossimo libro.

Perché ad 84 anni Antonio Di Ciolo ha ancora tanta voglia di scrivere, insegnare e amare la scherma.

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