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Domani per il Presidente Giorgio Scarso saranno 16 anni esatti alla guida della Federazione Italiana Scherma. Era il 26 febbraio 2005 quando venne eletto per la prima volta e per celebrare questo traguardo, nonché la fine della sua esperienza, che si concluderà di fatto domenica 28 febbraio con l’Assemblea Nazionale Ordinaria Elettiva che eleggerà il nuovo presidente, ha voluto fare un incontro con la stampa, trasmesso su Federscherma TV.

 

Nel corso dell’incontro il Presidente Scarso ha fatto un bilancio di questi anni, facendo il punto della situazione ad oggi e pensando al futuro.

 

Tanti i successi indimenticabili che si sono succeduti durante la sua presidenza, ma anche alcuni momenti difficili. “Il momento più emozionante di questi anni è stato l’esordio olimpico a Pechino 2008 – ha ricordato –  che rappresentò anche il momento più difficile. Le accuse che coinvolsero, da innocente, Andrea Baldini e l'onta che cadde sul nostro movimento, non ci fecero assaporare a pieno le medaglie conquistate in quella spedizione. Con più dolore ricordo la presentazione della squadra a Casa Italia, eravamo soli, c’è stata una presa di distanza difficile da accettare e anche la stampa mondiale ci era addosso. Se penso invece alle vittorie che mi hanno più stupito devo fare due nomi: Paolo Pizzo, che ha superato un tumore e vinto due titoli mondiali e un argento olimpico e Valentina Vezzali che, dopo la maternità, è tornata con la vittoria al Mondiale di Lipsia. E parlando di Valentina un altro ricordo particolarmente forte è la sua rimonta ai Giochi di Londra 2012, in cui ha dato il massimo di sé conquistando la medaglia di bronzo. Ma anche il riscatto di Andrea Baldini ad Antalya per la giustizia che ha saputo restituire alla scherma italiana”.

 

Tra le questioni da gestire tra atleti e tecnici, anche le rivalità in squadra. “Per essere un dirigente penso sia importante avere un’esperienza di vita vissuta sul campo perché così si acquisisce la capacità di dialogare con gli atleti. Ho avuto tante gatte da pelare, ma ho sempre avuto un atteggiamento di rispetto per gli atleti e contemporaneamente di fermezza nel prendere le decisioni, senza considerare opportunismi. Ho mediato e alla lunga ne è scaturito un risultato che mi lascia soddisfatto.

 

Il Presidente ha fatto tante considerazioni anche in merito allo sviluppo della scherma moderna e alla sua globalizzazione, con paesi emergenti in ogni continente. “Il mondo della scherma è cambiato – ha detto - e lo testimoniano a Londra 2012 l’argento nel fioretto dell’egiziano Abouelkassem e l’oro del venezuelano Limardo nella spada maschile e, a Rio 2016, il bronzo della tunisina Boubakri nel fioretto femminile. E’ il segnale che tanti paesi stanno investendo nella scherma e che ci sono sempre più paesi competitivi. L’Italia dovrà stare attenta. Noi abbiamo grande tradizione e cultura, ma lo scenario è sempre più complesso e stimolante allo stesso tempo. I paesi emergenti puntano sui risultati internazionali con pochi atleti e programmi mirati, noi facciamo crescere un sistema da cui prendiamo il meglio”.

 

E proprio a proposito dei suggerimenti per il futuro della scherma azzurra il numero uno della scherma italiana suggerisce: “Bisogna investire nei giovani, senza trascurare gli aspetti sociali e promozionali, coniugare la crescita e l’alto livello: è questa la scommessa da vincere. Ed è importante anche coinvolgere le famiglie, una componente fondamentale che il nostro mondo deve mettere in conto”.

 

Nei 16 anni di presidenza Scarso, la Federazione italiana scherma ha portato avanti molti progetti come “Fencing for Change”, “A scuola di scherma”, “Incentivazione allo studio” e ha organizzato in Italia tante manifestazioni internazionali. “Abbiamo organizzato tanti eventi che hanno lasciato cultura sportiva, risorse sul territorio, abbiamo cercato di creare le condizioni per fare risorgere questo sport in diversi luoghi – ha raccontato Scarso - Avremmo potuto non prenderci l’impegno di organizzare tutti questi eventi, ma abbiamo avuto il coraggio di investire e scommettere sulla promozione della scherma. Ovunque abbiamo lasciato un valore aggiunto”. 

 

Nel corso dell’incontro con la stampa Scarso ha parlato del suo rapporto col Presidente del Coni Giovanni Malagò, ricordando il suo sostegno alla sua prima candidatura e ha analizzato la situazione del mondo dello sport oggi, in continua evoluzione anche dal punto di vista legislativo. “Le federazioni hanno bisogno di un solo interlocutore – ha detto - la legge dello sport ha lasciato troppe cose da definire e argomenti da chiarire. Oggi c’è molta più difficoltà nel gestire i rapporti con le istituzioni sportive, ma lo sport non può farsi condizionare”. 

 

E, a proposito della sua decisione di non ricandidarsi, ha spiegato: “In certi momenti bisogna sapere guardare al futuro. Io ho fatto 16 anni da presidente e 4 da vicepresidente, ho ritenuto opportuno non dare la percezione di essere attaccato alla carica e non svilire questo ruolo. Ho fatto una scelta dettata dall’amore per questa disciplina. Potrò offrire il mio contributo in futuro qualora me lo chiedessero, ma solo per mettermi a servizio della scherma”.

 

Il ruolo di Giorgio Scarso nel mondo della scherma, però, non finisce qui. “L’Italia della scherma ha il dovere di esercitare il ruolo che gli viene attribuito da tutti. La Confederazione Europea è nell’orbita russa e io per dare un messaggio ho avanzato la mia candidatura perché voglio che passi il concetto che non si può decidere tutto a Mosca. Voglio capire se l’Europa Occidentale può avere un ruolo più significativo e dare un’alternativa. La federazione italiana è l'unica ad avere tutti i membri eletti in ogni commissione interazionale. Questo è frutto della considerazione che il mondo della scherma ha del nostro paese”.

 

Il pensiero ricorrente in questo momento, però, resta il ritorno ad una agognata normalità e alle gare: “Domenica abbiamo dato vita a un test event, non potevamo più stare senza competizioni ed è stato emozionante vedere le pedane vissute. Mi è mancato tutto, anche il piacere di stringere la mano al vincitore di una gara. E’ stato un anno difficile, ma abbiamo cercato di stare vicini alle società. La scherma ne esce più coesa che mai.” 

 

L’incontro si è concluso con tanti attestati di stima da parte dei giornalisti delle maggiori testate italiane a Giorgio Scarso per il lavoro svolto in questi 16 anni. “Il mio spirito è sempre lo stesso – ha concluso il Presidente uscente - è stata un’avventura straordinaria”.

 

La videoconferenza stampa è stata trasmessa in diretta su Federscherma TV ed è disponibile on demand sul canale Youtube della Federazione italiana Scherma.

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