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Il grande sogno della "più piccola". Federica - "Chicca" - Isola, da Vercelli, classe 1999, è la giovanissima del team Italia della scherma che marcia su Tokyo. Prima Olimpiade a 22 anni ancora da compiere, per questa spadista che ha conosciuto la pedana in età da scuola materna. E però non chiamatela predestinata. Affatto. Perché dinanzi a una narrazione stereotipata, immaginabile, intuibile, da "copia e incolla" come una fra tante, "Chicca" racconterà che la versione reale è parecchio diversa.

 

A cominciare dalla storia dell'amore a prima vista. Non esattamente... In palestra a 5 anni, la "più piccola" allora come ora aveva voglia d'una gara "vera" e gli spadini di plastica non le trafissero il cuore. Dubbi, riflessioni. Ci volle il salto nell'agonismo per entusiasmarla, e per tirar fuori il talento che a Federica Isola non manca. Anche se, pure su questo, non è che abbia voglia d'autocelebrarsi.

 

"Talento? No, magari lavoro, tanto lavoro....", ha spiegato nel giorno dell'ufficialità della convocazione olimpica, dopo un anno e più di salti a piè pari quando le si presentava l'argomento. Un'intera estate post lockdown a dire "vediamo", "aspettiamo". Umiltà, equilibrio, scaramanzia. Forse di tutto un po'.

 

A chiare lettere "Chicca" ha sempre detto che non pensava d'entrare in squadra così giovane, e che le compagne "Mara e Rossella" - al secolo Navarria e Fiamingo, due cognomi e tre titoli mondiali - l'hanno accompagnata per mano in un percorso che ora l'ha condotta a Tokyo. Isola ci arriva portando con sé la grande tradizione della scherma vercellese, dopo aver vinto tutto ciò che in campo europeo e mondiale si poteva vincere nelle categorie giovanili ed essersi già consolidata nella squadra a cui proverà a dare il suo prezioso contributo non prima di aver dato l'assalto alla prova individuale.

 

Perché, ripete spesso, "si pensa a una gara per volta". Segreti semplici, dietro il grande sogno della "più piccola".

 

(foto Augusto Bizzi)

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