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ROMA - Il cielo azzurro sopra Atene è il ricordo d’emozioni indimenticabili. E di un’edizione magica. Le sette meraviglie dell’Italia della scherma in Grecia, tante furono le medaglie all’Olimpiade del 2004, raccontano storie diverse e affascinanti, in un intreccio tra passato e presente che rimanda direttamente a Tokyo 2020, i Giochi di là da venire.

 

Intanto Atene, però, 17 anni fa. L’Olimpiade che tornava nella sua culla vide sventolare per tre volte il Tricolore più in alto d’ogni altra bandiera. Italia-Italia disse la finale del fioretto femminile individuale. Derby azzurro e jesino. Valentina Vezzali contro Giovanna Trillini. Una sfida infinita. La vinse Vale, bissando l’oro di Sidney 2000 e imponendo la dura legge del Dream Team anche in un’edizione in cui la gara a squadre delle fiorettiste non c’era.

 

A casa degli dei dell’Olimpo, dove continuava il mito di Valentina Vezzali, nacque poi la stella di Aldo Montano. Brillò nella prova individuale di sciabola maschile, quasi un secolo dopo la vittoria di Nedo Nadi: livornese proprio come la leggenda che aveva trionfato ad Anversa 1920, protagonista di quell’impresa fu l’ultimo nato della dinastia Montano. Nel match decisivo, contro l’ungherese Nemcsik, il punto esclamativo su una gara-capolavoro. L’Italia e il mondo intero, ben oltre i confini della scherma, scoprirono così il fenomeno Aldo, che oggi, 17 anni dopo, in Giappone si appresta a partecipare alla sua quinta Olimpiade.

 

Come lui, ora come allora, c’è Andrea Cassarà. Il fiorettista bresciano era il più giovane di un magico terzetto, insieme campioni ai pisani Salvatore Sanzo e Simone Vanni: furono gli eroi della squadra di fioretto maschile, e portarono l’Italia sul gradino più alto del podio mettendosi alle spalle la Cina. Il terzo oro azzurro ad Atene 2004.

 

Detto del secondo posto di Giovanna Trillini, in Grecia arrivarono pure altri due argenti, entrambi dal retrogusto inevitabilmente un po’ amaro. La squadra degli sciabolatori, composta, con Aldo Montano, dal napoletano Gigi Tarantino e dal salernitano Giampiero Pastore, sognò l’impresa salvo poi arrendersi al fotofinish alla Francia. E contro un transalpino sfumò il successo per l’Italia anche nel fioretto maschile individuale, dove Salvatore Sanzo venne battuto da Guyart conquistando comunque un prezioso argento, su un podio dove sventolava anche un altro Tricolore, per il terzo posto di Andrea Cassarà.

 

Qualche rimpianto, certo. Ma pure la certezza che Atene 2004, per la scherma azzurra, fu un’Olimpiade meravigliosa.

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