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ROMA – Un tripudio di Italia, il tricolore che sventola tre volte all’ExCeL Exhibition Centre di Londra durante i Giochi Olimpici. È il 28 luglio 2012 e nella gara di fioretto femminile si celebra la grande tradizione azzurra nella disciplina. Non ci sono rivali che tengano, quello delle fiorettiste italiane è uno strapotere. Al via c’è la tre volte campionessa olimpica, nonché portabandiera della spedizione, Valentina Vezzali, poi c’è un’altra jesina come lei, Elisa Di Francisca e infine, da Monza, c’è Arianna Errigo, che a 24 anni vuole dire la sua. Tutte e tre fanno valere le aspettative e si ritrovano in semifinale, con loro anche la coreana Nam, che spera di rifarsi dopo l’argento del 2008, ottenuto dopo la sconfitta per mano di Valentina. Nam trova nella sua strada Elisa Di Francisca che, per una sola stoccata, quella dell’11-10, si garantisce un posto in finale. Dall’altra parte del tabellone la sfida tra l’eterna Valentina e l’esordiente Arianna Errigo: finisce 15-12 per la lombarda. La finale è punto a punto, ma alla fine la spunta Elisa Di Francisca che si laurea campionessa olimpica alla sua prima partecipazione a cinque cerchi a 29 anni, chiudendo sul punteggio di 12-11. 

 

Quello per il terzo posto è un altro assalto al cardiopalma. Si ritrovano quattro anni dopo le due finaliste dei Giochi di Pechino, ma stavolta la medaglia può arrivare solo per una delle due. Nam cerca il riscatto, Vezzali è ancora delusa per la mancata finale e per non essere riuscita a scrivere un altro pezzo di storia col quarto titolo consecutivo, il risultato che cercava salendo in pedana. Ma non sa che invece la storia la scriverà comunque perché quello che succede nella finale per il bronzo è un altro dei miracoli di Valentina. Il risultato dice 12-8, mancano 21 secondi e il destino sembra segnato, ma è allora che l’azzurra dice di no e fa valere ancora il suo nome. Recupera tutto lo svantaggio e alla fine, al minuto supplementare, mette la stoccata: 13-12 e medaglia di bronzo per l’infinita Valentina. Oro, argento e bronzo: l’Italia guarda il mondo dall’alto grazie alle sue tre campionesse.

 

Una prova di superiorità che si fa evidente anche nella prova a squadre: Elisa, Arianna e Valentina, insieme a Ilaria Salvatori, battono Gran Bretagna, Francia e poi la Russia in finale e si guadagnano un titolo che le vedeva inevitabilmente favorite.

 

Il terzo oro della scherma ai Giochi lodinesi è quello della prova a squadre nel fioretto maschile. Il livornese Andrea Baldini, il modicano Giorgio Avola, il bresciano Andrea Cassarà e il romano Valerio Aspromonte raggiungono il massimo risultato possibile mettendosi alle spalle Giappone e Germania.

 

La tradizione della sciabola napoletana tiene fede alla sua storia grazie a Diego Occhiuzzi che corona i suoi Giochi con la medaglia d’argento individuale e con quella di bronzo a squadre. Occhiuzzi arriva in finale dopo avere battuto 15-11 il rumeno Dumitrescu, poi trova il campione ungherese Szilagyi e cede 15-8. Nella gara a squadre, invece, con lui ci sono l’altro napoletano Luigi Tarantino, l’immancabile Aldo Montano e il giovane foggiano Luigi Samele. Per la squadra azzurra una sola sconfitta in semifinale con i coreani che conquisteranno il titolo, poi la vittoria nella sfida per il terzo posto 45-40 contro la Russia.

 

L’Italia conclude con grande successo i Giochi di Londra 2012 e, in virtù dei risultati ottenuti con 7 medaglie di cui 3 ori, si posiziona anche al primo posto nel medagliere della scherma. 

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