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TOKYO - Una medaglia voluta e combattuta fino alla fine quella conquistata dall’Italia nella prova di sciabola maschile a squadre. Il percorso degli azzurri oggi è stato tutt’altro che semplice, fin dal primo match di giornata che li ha visti sfidare l’Iran. In vantaggio 40-33, nell’ultima frazione Luca Curatoli ha dovuto però resistere all’avanzata avversaria, fino al 45-44 finale che ha fatto tremare il quartetto italiano, ma gli ha permesso di andare in semifinale “E’ stato difficile purtroppo, non mi aspettavo quella rimonta da parte dell’Iran, forse sono stato un po’ superficiale e pensavo sarebbe stato più semplice – racconta Curatoli - Li ho sottovalutati, anche se loro stanno dimostrando di essere un’ottima squadra. Il mio ruolo è quello di chiudere gli assalti, oggi per due volte su tre mi è andata bene e quindi il bilancio è positivo

 

In semifinale, contro l’Ungheria del campione olimpico Aron Szilagyi, l’Italia ha dovuto anche cambiare in corsa la sua formazione a causa dell’infortunio di Gigi Samele, fresco argento individuale in questa edizione di Tokyo 2020. “Mi è mancato scendere in pedana – ha detto Samele - quando sei lì vorresti fare di tutto per combattere fino all’ultima stoccata, ma non ero in grado. Ho cercato di supportare dalla panchina i miei compagni quando le acque si agitavano e tutto questo alla fine ha portato a una bellissima medaglia d’argento. Siamo felici e soddisfatti

 

A prendere il suo posto è stato il capitano Aldo Montano che, alla sua quinta partecipazione olimpica, ha dato un contributo fondamentale per raggiungere l’ambito traguardo della finale a cinque cerchi. “Questi Giochi li ho aspettati un anno in più di quanto avevo preventivato – ha ammesso Montano – e ho sofferto perché ho tanti problemi fisici. È stato un anno complicato, ma è una gioia essere arrivato qua competitivo per la gara a squadre e avere dato il mio contributo nel portare a casa questa medaglia. Il mio ruolo era quello di partire dalle retrovie in supporto di una squadra già molto competitiva, poi con il problema fisico di Gigi sono salito in pedana e avere aiutato i miei compagni a raggiungere questo risultato è stato meraviglioso”.
Una carriera leggendaria quella di Montano che ha conquistato la sua quinta medaglia olimpica: l’argento di oggi si aggiunge all’oro individuale e all’argento a squadre di Atene 2004 e poi ai due bronzi di Pechino 2008 e di Londra 2012. “La mia è stata una carriera e una vita meravigliosa – ha aggiunto lo sciabolatore livornese - fatta di tanti sacrifici, di sudore, di fatica, ma anche molto divertente e condivisa con tante persone. L’unico rimpianto è che è stata veloce, 17 anni volano in un soffio. Mi manca solo l’oro olimpico a squadre, ma oggi non era fattibile. Ci abbiamo creduto, ma non è bastato”.

 

A chiudere il quartetto anche Enrico Berrè, autore di una grande prova in tutti gli assalti. "Siamo una squadra vera – ha detto - che non è solo la somma di quattro eccellenti individualità, ma anche l'unione di quattro persone che sanno sentirsi una cosa soltanto. Siamo orgogliosi di questa medaglia e ce la godiamo tutta, nonostante una finale non andata come volevamo".

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