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STRASBURGO – Standing ovation per Bebe Vio. A tributargliela è stata l’Aula del Parlamento Europeo, dove la due volte campionessa paralimpica della scherma italiana è stata ospite d’onore.

 

Applausi scroscianti, sorrisi ed emozioni forti. La fiorettista che alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 ha vinto la sua seconda medaglia d’oro individuale dopo Rio 2016, oltre all’argento a squadre con Loredana Trigilia e Andreea Mogos (il team azzurro ha migliorato il bronzo di cinque anni fa in Brasile), è stata introdotta dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con un intervento denso di significati: “Cercare le parole per descrivere l’essenza di questa sensazione non è certo facile nel presentare l’ospite d’onore che ho inviato oggi qui con noi. Ha catturato il mio cuore questa estate. La conoscerete già, ma forse non sapete che ad aprile, solo ad aprile, le avevano detto che era in pericolo di vita. Fu sottoposta a un intervento chirurgico, lottò e guarì. Appena 119 giorni dopo essere stata dimessa ha vinto l’oro paralimpico. Onorevole deputati, diamo tutti insieme il benvenuto a Bebe Vio”.

 

Al termine del lungo applauso dell’Aula, la Presidente della Commissione europea ha poi ripreso la parola: “La storia di Bebe è un contrasto delle avversità. Nonostante la sua giovane età, ha superato tutto grazie al talento, alla tenacia, a un atteggiamento sempre positivo. È una leader, una paladina dei valori in cui crede, un esempio. Ha raggiunto questi risultati applicando il suo credo”. E qui Ursula von der Leyen ha pronunciato la frase, che è un po’ lo slogan del Bebe pensiero, in lingua italiana: “Se sembra impossibile, allora si può fare”.

 

Sorridente come sempre, la campionessa azzurra ha commentato emozionata: “È stato bellissimo. Volevo sotterrarmi dall’imbarazzo, infatti mi sono avvicinata a Paolo Gentiloni (Commissario Europeo per gli Affari Economici) chiedendo aiuto. È stupendo essere qui a rappresentare i valori che mi sono stati attribuiti e il mondo italiano dello sport, dei giovani e della disabilità. Ne sono fiera”.

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