C'è una speranza che si rimette "in guardia" nel riflesso di una coccia che luccica. E in quella sciabola, che simboleggia l'inizio d'una stagione da "dove eravamo rimasti?", c'è soprattutto la voglia di scherma di una generazione che come tutte ma più d'ogni altra ha patito lo stop dell'attività internazionale. Sono i giovani a cui in alcuni casi è rimasta solo l'iniziale minuscola, ché la maiuscola - ch'è poi l'etichetta di Under 20 - l'hanno persa tra un "arrivederci" in lockdown e un "bentornati" già da Assoluti, o comunque, per chi lo era appena diventato, con due anni in più. Occasioni perse e rimpianti, eppure, per ragazzi e ragazze, tutto quel tempo trascorso a lavorare duro, immaginando che quei calendari così mutevoli diventassero la loro ribalta, il palcoscenico d'un desiderio matto di dimostrare d'essere pronti a diventare grandi. E così, già nel Day-1 del GP FIE di sciabola che inaugura la nuova stagione, la Orleans della giovane Italia, tra tanti debuttanti o comunque azzurri alle prime esperienze su "certe pedane" di blasone, è quel cerchio rosso sul calendario. L'immagine tanto attesa. Nitida, riflessa in una coccia che dà speranza.

(foto Augusto Bizzi/FIE)

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