L’Italia ha un’importante responsabilità nel panorama della scherma internazionale: ha il diritto e il dovere di essere una voce attenta alle problematiche ed esigenze degli atleti e di tutto il sistema. Nei miei quasi 14 anni vissuti nella FIE, da Vicepresidente per due mandati e poi da componente del Comex, mi sono costantemente impegnato nell’immaginare un percorso di sviluppo, lavorando con un rispetto assoluto e reciproco verso il Comitato Esecutivo e il presidente Usmanov anche avendo punti di vista diversi. L’Italia ha sempre operato contando solo sulle proprie forze, senza chiedere nulla né scendere a compromessi, recitando con autorevolezza un ruolo di primo piano forte di una credibilità riconosciuta in tutto il mondo e che è stata confermata dall’assegnazione a Milano del Mondiale 2023”. Parole di Giorgio Scarso, Presidente Onorario della Federazione Italiana Scherma, a margine del Congresso FIE tenutosi lo scorso weekend a Losanna.

 

Losanna si è rivelata bellissima. Eppure vi assicuro che le bellezze di questa città non le ho ancora mai viste”, dice con una battuta lui che ai meeting della scherma mondiale non ha mai fatto da “turista”. Neppure stavolta, nel Congresso che assegnato all’Italia e a Milano l’organizzazione del Mondiale Assoluto 2023.

 

Consumato protagonista del palcoscenico schermistico mondiale, pure nel suo ultimo giorno da componente del Comex della FIE è riuscito a lasciare la sua impronta. Del resto “il maestro Scarso” - come ancora tutti lo chiamano nella sua Modica per la lunghissima carriera magistrale, interrotta solo dopo l’elezione a Presidente della FIS che ha guidato per 16 anni fino al febbraio 2021 - la politica sportiva la conosce come le sue tasche: quella nazionale nelle tasche dei pantaloni, quella internazionale - invece - della giacca, e siccome non rinuncia quasi mai all’abito va da sé che porti sempre dietro tutto.

 

Il successo di Milano lo sente anche suo, raccontandone la genesi. “La mia adesione al Comitato Promotore nasce dal condividere l’iniziativa di un giovane, Marco Fichera, che con il suo entusiasmo mi ha convinto a dare un contributo d’idee, conoscenze ed esperienza maturate in questi anni. In un Paese in cui i giovani sono troppo spesso visti come parte passiva del vivere quotidiano, vedere l’entusiasmo di un atleta ancora protagonista in pedana, che con sana incoscienza intraprende questa sfida, mi ha fatto sentire in dovere d’impegnarmi. E credo di non aver fatto un passo sbagliato. Le candidature di Abu Dhabi e Tashkent per molti addetti ai lavori parevano insuperabili, eppure, con la proposta di Milano, andando alla conta, abbiamo dimostrato che l’Italia ha credibilità e potenzialità agli occhi dei più accreditati osservatori. Chi ci conosce lo sa e ci ha scelto. Complimenti a tutte le persone che hanno lavorato in questi mesi, e un grazie particolare a Diana Bianchedi per aver creduto in questo progetto dall'esito per nulla scontato, venendo a Losanna a perorare la causa della scherma italiana, uno splendido messaggio d’appartenenza”, racconta Giorgio Scarso.

 

E il futuro è già oggi: “Ora inizia un percorso di crescita dal punto di vista organizzativo, culturale e sociale. È una grande opportunità per l’Italia intera. Anche in una città abituata a eventi di massimo rilievo, come Milano, il Mondiale è un appuntamento importante che darà centralità alla scherma. È una strada difficile, complessa. Auspico la massima attenzione da parte di tutti nel fornire un appoggio che sarà di fondamentale importanza per questa prestigiosa manifestazione. Adesso siamo sotto gli occhi del mondo che ci ha dato fiducia, e bisogna ripagarla”, prosegue il Presidente Onorario della FIS che sabato scorso ha concluso la sua lunga esperienza in FIE. Era il 6 dicembre 2008 quando venne eletto per la prima volta nel Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale di Scherma, un mese e mezzo dopo ne è diventato Vicepresidente, carica ricoperta per due quadrienni, prima di un nuovo mandato nel Comex.

 

Auguro buon lavoro a tutti coloro che vogliono impegnarsi per dare un servizio alla scherma e all'Italia, e auspico una vicinanza da parte delle autorità di Governo per far sì che il Mondiale 2023 venga vissuto come un momento di crescita di tutto lo sport italiano, affinché possa continuare ad affermarsi nel mondo sia sotto il profilo agonistico che organizzativo”, chiosa Giorgio Scarso al rientro da Losanna. Non l’ha vista da turista neppure stavolta. Non c’è tempo per rilassarsi. Tocca ripartire. Il viaggio del Mondiale di Milano è appena iniziato. E ci sarà bisogno della sua esperienza anche in quest’ennesima sfida, perché quelli come lui si fermano solo quando c’è da cominciarne un’altra.

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