HAMMAMET - Contenuti, relazioni istituzionali ed emozioni. Ha visto la luce così il Protocollo d’Intesa tra la Federazione Italiana Scherma e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che nell’ambito del Progetto “La Bellezza in un gesto” ha tenuto ad Hammamet e Madrid, sedi delle prove di Coppa del Mondo – rispettivamente – di sciabola femminile e maschile in questo weekend, i primi due incontri organizzati grazie alle Ambasciate d’Italia in Tunisia e Spagna.

Le donne protagoniste in pedana e fuori” è stato il tema del dibattito svolto ad Hammamet alla vigilia delle gare del circuito iridato.

 

Lo sport è un modo per veicolare la nostra immagine nel mondo e nessun’altra disciplina meglio della scherma è in grado di farlo, per i suoi risultati ma anche per la concretezza dei programmi d’inclusione. Qui si parla di quanto fatto in favore delle donne, in un Paese che ci guarda e ci riguarda, perché abbiamo forti rapporti diplomatici con la Tunisia che riusciamo a intensificare anche attraverso lo sport”, ha detto l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, che ha accolto la Nazionale di sciabola femminile ad Hammamet.

 

Così Paolo Azzi, Presidente della Federazione Italiana Scherma: “Un grande onore per noi ascoltare queste parole dall’Ambasciatore. Il fatto che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale abbia scelto il nostro sport come esempio virtuoso del made in Italy è un motivo d’orgoglio, che ci dà ulteriori stimoli per operare sempre di più anche dal punto di vista sociale, esaltando quei valori che sono alla base della scherma”.

 

Caloroso l'abbraccio tra Tunisia e Italia. Il Presidente del Comitato Olimpico tunisino, Meherez Boussayen, il numero uno della Fédération Tunisienne d’Escrime, Sofien Chaouachi e la responsabile della Commissione Donne e Sport, Nahlba Boudhina, hanno ringraziato la FIS e l’Ambasciata italiana per l’iniziativa. tracciando già le linee di un possibile percorso futuro di collaborazione.

 

Il gran finale è stato dedicato alle testimonianze affidate alle atlete Yasmine Daghfous per Tunisia e Irene Vecchi per l’Italia. “Cos’è la scherma per una bambina che poi diventa donne sulle pedane? Per me è stata un’opportunità, un’occasione per tirar fuori la mia parte più combattiva, per imparare a superare gli ostacoli nello sport e prepararmi a farlo anche nella vita”, il racconto della sciabolatrice azzurra. Con un messaggio di cuore rivolto all’inclusione: “Vivere la scherma è un continuo scambio d’esperienze, tra uomini e donne, tra adulti e bambini, così come tra atleti olimpici e paralimpici. Io, per esempio, dai più piccoli continuo a prendere il piacere di divertirsi tirando, componente che non deve mai mancare neppure ad alto livello - ha chiosato Irene Vecchi -. Lo faccio ispirandomi ai bambini perché non c'è alcuna differenza quando si condivide la stessa passione”.

 

A far da cornice all’incontro una suggestiva mostra con alcune delle splendide foto di Augusto Bizzi, narrazione in immagini della bellezza della scherma da parte di un professionista che riassume il suo impegno per questo sport con una frase: “Non ho mai fatto scherma, ma è come se avessi tirato tutti gli assalti che ho fotografato”.

 

Il Progetto “La Bellezza in un gesto”, nel solco della consolidata valorizzazione del binomio Diplomazia e Sport, dopo l’ottimo esordio di Hammamet e Madrid proseguirà con nuovi appuntamenti in giro per il mondo curati da FIS e MAECI, con il tramite dell’ex sciabolatore azzurro Luigi Miracco, che ha curato in prima persona questa iniziativa di promozione integrata tesa a valorizzare l’immagine dell’Italia attraverso la scherma, promuovendone i valori etici e sociali.

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