Una stoccata soltanto. La certezza è che Vittoria sia ripartita da lì.

Oggi è la neo campionessa d’Italia tra le sciabolatrici Ragazze, la prima del day-2 di Riccione, dopo che sette mesi fa il Gran Premio Giovanissimi “Renzo Nostini” – Trofeo Kinder Joy of Moving l’aveva perso a un sospiro dal traguardo, per 10-9. “E riprovarci è stata la sua sfida più grande”, racconta Gianluca, suo maestro all’Accademia d’armi Musumeci Greco, aprendo la porta della sala in cui questo successo è nato. “In palestra bisogna dirle che l’allenamento è finito, sennò lei d’andar via non vuole saperne”. Ché poi se proprio smette, poi subito ricomincia. “La prima cosa che farò adesso? Guarderò il video della gara”, parola di Vittoria con lo scudetto tra le mani. Mica (solo) per gongolare, eh, anzi… “Mi piacere rivedere gli assalti, capire dove ho sbagliato”.

 

A smettere per davvero, invece, ci aveva pensato Andreas, e lo ricorda divertito dopo esser salito sul gradino più alto del podio tra i Maschietti di sciabola. “Quand’è che avevo lasciato?”, chiede al suo maestro facendo un po’ il finto smemorato. “Avevi deciso un anno fa”, gli sorride Gaspare, il tecnico che invece se l’è andato a (ri)prendere. Nella scuola multi-sport in cui nasce la Champ Napoli, infatti, Andreas aveva detto “basta” con la scherma, però siccome per Gaspare era – ipse dixit – “un bimbo troppo sveglio” per lasciarselo scappare, l’ha convinto a ripensarci. Giusto in tempo per cucirsi il tricolore e non cambiare più idea.

 

Sulle orme del fratello maggiore ha invece cominciato a tirare di fioretto Geremia, che trionfa tra i Maschietti e la racconta tutta, compreso l’aver avuto un doppio supporto nel suo percorso di gara, con la maestra Serena a fondo pedana (o “in presenza”, come abbiamo imparato a dire) e il maestro Massi da casa (pardon, “da remoto”). L’hanno aiutato a sentirsi “sempre sicuro ma non troppo”, e a vincere due scommesse fatte prima di partire, in caso di successo. Una con i compagni di scuola: caramelle per tutti. Un’altra con la sua Comense Scherma: “Massi ha detto che, se avessi vinto, il piatto di Serena, quello che si dà ai maestri dei campioni d’Italia, avrei dovuto riempierlo di polpette”. Ce n’è per tutti, insomma, dolce e salato.

 

L’ultima gara di giornata è delle sciabolatrici Bambine. Alice, Fiamme Oro Roma, a ottobre scorso su quella stessa pedana aveva visto vincere suo fratello Lorenzo. Adesso vuole emularlo, e però la finale è un’altalena, d’emozioni e nel punteggio. Marco, il suo maestro, a metà giro di giostra le concede a un question time. “Ma se io faccio una finta?”, gli chiede lei con la voce che un po’ trema. “Non devi farla”, risponde secco lui. Però le lascia l’ultima parola: “Altre domande?”. Attimi, frammenti e dettagli d’un gioco bellissimo. Nessun’altra domanda. Si riparte: Alice è davanti, e però la sua avversaria, Nicole di Ariccia, la riprende, la sorpassa e vola al match point. Finita? Macché. Alice reagisce al -2 e torna in pareggio. Sette e mezzo della sera e siamo 9-9. È il primo scudetto della settimana riccionese che si decide all’ultima “botta”. La mette a segno Alice, e il suo con Marco è un abbraccio di gioia pura, emozione e liberazione. Sullo sfondo ce n’è un altro, tra Nicole e il suo maestro Vincenzo, che invece consola, conforta e sorregge.

Sono i mondi diversi, ma ugualmente profondi, di due bambine divise da una stoccata soltanto. La certezza è che entrambe ripartiranno da lì...

(dac)

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