ANTALYA – Squadra d’oro. Oro di squadra. Il fioretto femminile azzurro si (ri)prende il trono del Vecchio Continente, e però quella che arriva ai Campionati Europei Assoluti Antalya 2022 è più d’una vittoria. È un trionfo. “Siamo state non brave, ma di più. Perché abbiamo stravinto. Partire come prime del ranking e confermarci è stato bello, e non è mai scontato”, parola di Arianna Errigo, “grande e vero capitano” l’elogio per lei del CT azzurro Stefano Cerioni. Che esalta così un team dimostratosi tale in pedana e fuori: “Ho avuto una bellissima riposta da tutte le ragazze e sono soddisfatto della scherma espressa. Le ho viste sempre pronte a dare il meglio, assalto per assalto. Lo scorso ottobre avevamo delle incognite, abbiamo lavorato bene, ho mantenuto le atlete con più esperienza e ho premiato le giovani, un mix perfetto in ottica Parigi 2024. L’appuntamento clou di questa stagione però sarà il Mondiale: faremo di tutto per essere al top anche lì e provare a bissare questo titolo”, il rilancio del responsabile d’arma del fioretto italiano.

 

Però adesso c’è da festeggiare la vittoria. Aperta dal nuovo “grido di battaglia” pre-match: “Non è stato un vero e proprio balletto, volevamo essere un po’ rumorose! Ora facciamo così, cambiamo. Per essere imprevedibili anche prima dell’assalto”, racconta Alice Volpi, felicissima perché “chiudo questo Europeo con due medaglie, e ci avrei messo la firma dopo i problemi fisici delle ultime settimane, meglio di così non poteva andare ed è merito delle mie compagne che hanno fatto un lavoro stupendo, grazie a loro siamo arrivate in finale dove anch’io ho dato il mio contributo”.

 

Prima di Alice, in pedana s’è fatta valere Francesca Palumbo: “Per me è un’emozione incredibile, vincere con queste atlete poi è ancora più bello. Siamo sempre state fiduciose di potere ottenere un risultato così importante, però quando sai che puoi arrivare a un grande obiettivo il peso da portare si sente. Sembra semplice, ma ci è voluto tanto impegno e noi non abbiamo mai mollato”.

 

Debuttante dul massimo palcoscenico continentale era invece Martina Favaretto, la più giovane del quartetto. “È stata brava, anche se poteva fare un pochino meglio. Però per questa volta, Marty… va bene così!”, scherza Arianna Errigo, prima di tornar seria e sintetizzare in modo eloquente la prova super (+13 il suo parziale in finale contro la Francia) della “piccola” della squadra: “No, diciamola tutta, è stata davvero strepitosa”. E Martina raccoglie l’assist: “Grazie alle mie compagne per il supporto, è un onore tirare e vincere con loro. Il consiglio più importante che ho ricevuto? Fare il trattore! Attaccare sempre! Sì, mi hanno detto proprio così: Marty, vai e fai il trattore!”.

 

Sui titoli di coda, poi, nel giro delle dediche, c’è l’esaltazione dello spirito di squadra: un oro per genitori, famiglie, maestri personali, certo, ma anche una condivisione profonda con tutte le altre altre figure che hanno lavorato inseime alle ragazze, dal CT Stefano Cerioni ai maestri azzurri (ad Antalya presenti Fabio Galli e Filippo Romagnoli), preparatori atletici (qui Annalisa Coltorti) e staff medico (in Turchia il dottor Riccardo Foti e i fisioterapisti Massimo Donati e Federica Balbi), arrivando insomma – parole di capitan Arianna Errigo – “a tutto lo staff, con un pensiero speciale soprattutto ai nostri tecnici delle armi, Paolo Battocchio e Gianluca Farinelli”.

Perché dietro il quartetto delle campionesse d’Europa c’è una squadra ancora più grande.

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