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POTENZA - L'Auditorium dell’Ospedale Regionale San Carlo di Potenza ha ospitato un convegno dedicato ai risultati ottenuti dall'unità fisioterapica del nosocomio lucano per il recupero di disabilità fisiche e mentali attraverso gli sport selezionati, tra i quali anche la scherma assieme ad altre discipline.

Attraverso un lavoro iniziato a fine 2016, svolto dal dottor Gennaro Gatto presso la palestra del reparto con l'ausilio costante del Maestro Joseph De Carlo, sono stati valutati con apposite apparecchiature i progressi ottenuti da soggetti disabili iniziati alla scherma che hanno confermato notevoli miglioramenti.

La sperimentazione continuerà anche per il 2019/20 e, allo scopo, il Comitato Italiano Paralimpico ha ottenuto un finanziamento che consentirà a breve l'acquisto di due attrezzature complete per gli atleti e le carrozzine apposite per la scherma, che saranno installate nella nuova palestra che il San Carlo dovrà attrezzare negli ampi spazi di cui dispone. Di elevato spessore il livello dei partecipanti e l'apporto tematico; emozionanti anche le testimonianze degli atleti paralimpici che hanno portato la loro esperienza all’interno di questo contesto.

Tra gli interventi, anche quello del delegato regionale Federscherma Basilicata, Luciano Di Ruvo: “Ho condiviso sin dall’inizio in modo entusiastico e convinto questo progetto ed esprimo il massimo ringraziamento al dottor Gatto e all'unità fisioterapica per l'iniziativa. La scherma vanta una lunghissima esperienza nel settore, nata con le sperimentazioni del dottor Ludwig Guttmann che nel 1953 introdusse la scherma in carrozzina, per arrivare oggi alle Paralimpiadi e ai Mondiali di scherma paralimpica dove la scuola italiana vanta campioni indiscussi come Beatrice Vio, uno dei volti simbolo della nostra disciplina. La scherma effettua in alcune sue palestre attività specifiche e consolidate per i soggetti autistici e con sindrome di Down. Tuttavia, da ricerche effettuate, questo è il primo studio che passa da una evidenza empirica ad un esame scientifico e misurato nel tempo con apparecchiature di avanguardia sul recupero, differenziato nei diversi sensi del corpo umano e negli aspetti che attengono problematiche del sistema neuronico. Tale lavoro, quando sarà pubblicato, farà scuola e sarà una pietra miliare della ricerca: esso rappresenta una evidente eccellenza italiana, ancora più importante perché nata nel Mezzogiorno e particolarmente rilevante perché svolta in Basilicata, una regione che conta una popolazione non molto elevata e minori risorse ma che è anche capace di produrre eccellenze nel campo della scherma come l’azzurra di fioretto Francesca Palumbo. Sono felice inoltre di avere una conferma scientifica della valenza sportiva della scherma per il miglioramento dei distretti muscolari, della riorganizzazione degli schemi motori, della coordinazione, dell'equilibrio, delle funzioni cardio-vascolari e respiratorie nonché dei miglioramenti psicologici e di socializzazione. Ciò amplifica la passione e la rilevanza del nostro sport per l’ampio valore sociale che assume e che va oltre l'aspetto agonistico, che pure è di grande importanza in termini di risultati e di medaglie”.

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