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PERUGIA - La Federazione Italiana Scherma non ha mai abbandonato l’Umbria, soprattutto nei momenti difficili del terremoto. Qualcun altro è scappato, noi invece, con il supporto del Presidente Giorgio Scarso e di tutto il Consiglio Federale, abbiamo lavorato con ancor più intensità, aiutando questa splendida regione a rialzarsi, e in cambio abbiamo ricevuto tutta la bellezza e l’efficienza che il territorio offre”. Comincia così il bilancio del 2019 del delegato regionale FederScherma Umbria, Giovanni Marella. Un messaggio forte, per rafforzare un legame viscerale tra la scherma e il “cuore verde” d’Italia, che anche negli ultimi giorni dell’anno ha ospitato il raduno della Nazionale under20 di sciabola.

Ci siamo consolidati come location di importanti gare nazionali, dagli under14 ai Master, passando per i Cadetti e gli Assoluti. E siamo orgogliosi del fatto che la FederScherma abbia individuato l’Umbria come regione di riferimento per organizzare eventi di cartello nel calendario agonistico, grazie a un’ottima ricezione e a un eccellente rapporto qualità/prezzo - continua Marella -. Mi preme per questo ringraziare della sensibilità riscontrata le amministrazioni locali che apprezzano l’arrivo degli schermidori e delle loro famiglie. Un feeling speciale. È un abbraccio sincero, caloroso, che esalta il turismo sportivo anche in periodi dell’anno che non sono propriamente evocati al flusso dei visitatori in Umbria”.

Il delegato regionale parla di “bilancio soddisfacente e molto trasversale”. Andando nel dettaglio: “I successi a livello internazionale di Alessio Foconi e compagni rappresentano un grande traino per la scherma umbra. Ma è la base che ci dà la certezza di aver intrapreso la giusta strada per il futuro, la grande collaborazione tra le varie società e il buon lavoro della classe magistrale. I risultati a livello agonistico ne sono le conseguenze e stanno arrivando un po’ in tutte e tre le armi e da varie espressioni del territorio”.

La chiosa sulle speranze per il 2020. “Continuare nel solco del lavoro fatto, migliorarci sempre. E poi… Ci sarebbe Tokyo - chiosa Marella -. Ma concedetemi un po’ di sana scaramanzia”.

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