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NAPOLI - Il presidente del Comitato regionale FederScherma Campania, Matteo Autuori, è stato premiato dal governatore Vincenzo De Luca, a Napoli, in un evento organizzato per celebrare il primo anniversario dell’Universiade 2019. E’ stata ovviamente anche l’occasione per parlare del post lockdown: «Siamo operativi già da mesi affinché l’attività sportiva sia protagonista di un completo ritorno alla normalità. Un processo graduale, che ha bisogno di tempo, pazienza e impegno incessante, nel totale rispetto dei protocolli. Solo così potremo in breve tempo esultare per la vittoria più bella: la ripresa al 100% di tutte le discipline», ha detto Matteo Autuori, che è anche vicepresidente vicario del Coni Campania.
Nella kermesse “Universiade un anno dopo” il numero uno del Comitato regionale della FederScherma ha ricevuto il riconoscimento, da parte della Regione, per il lavoro svolto in occasione di Napoli2019. «Un ricordo vivo, un’emozione forte. La fatica fu tanta, in quelle due settimane ma ancor più nei mesi precedenti, per allestire un evento di portata planetaria, secondo solo all’Olimpiade - le parole di Autuori -. Personalmente, poi, l’orgoglio più grande è aver visto la scherma, di cui mi sono occupato in prima persona nella location del nuovo PalaUnisa nel campus di Baronissi, regalare all’Italia ben 13 medaglie, di cui 5 d’oro».
Ma ora è tempo di pensare alla ripartenza: «La Regione Campania ha dato il via libera per gli sport di contatto, anche se restano dei protocolli da seguire con rigore - ha chiosato -. Il virus è un nemico che non possiamo sottovalutare, lo affrontiamo con l’equilibrio che occorre tra la voglia di ripresa e la necessità di tenere sempre alta la guardia. Così, mostrando responsabilità, lanciamo anche il miglior messaggio alle famiglie dei nostri attuali e futuri atleti: i ragazzi possono fare attività in sicurezza, in palestre che si rivelano per loro i luoghi ideali perché lì si rispettano in pieno le linee guide delle autorità nazionali e regionali. Cosa che invece spesso non accade, ad esempio, in strada o sulle spiagge dove talvolta si tende a sottovalutare il rischio di assembramenti che è ancora opportuno, anzi necessario, evitare. Almeno per un altro po’ di tempo».

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